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''Fare politica significa realizzare cose concrete''

"Ho scelto di scendere in campo e di occuparmi della cosa pubblica perché non voglio vivere in un Paese illiberale, governato da forze immature e da uomini legati a doppio filo a un passato politicamente ed economicamente fallimentare.
Mai come in questo momento l'Italia ha bisogno di persone con la testa sulle spalle e di esperienza consolidata, creative ed innovative, capaci di darle una mano, di far funzionare lo Stato ".

Silvio Berlusconi, "Per il mio Paese"
26 gennaio 1994
 
Lo stile di vita da "Una Storia Italiana"
Una cortesia naturale, un rispetto sincero per i più deboli, uno stile di vita molto semplice.
Come vive e come si muove Silvio Berlusconi “privato”

Da trent’anni veste doppiopetti blu o grigi di Ferdinando Caraceni. Da trent’anni lavora, viaggia e riceve in tuta blu girocollo.
Da trent’anni indossa camicie della signora Bianca Mauri, azzurre o a sottilissimi quadratini celesti. Da trent’anni calza scarpe di Albertini di via del Gesù a Milano. Imitatissima ormai la sua mitica cravatta “puntaspilli” di Marinella. “Così non perdo tempo nel dover scegliere”.
Non porta orologi, salvo che negli “esami pubblici” quando deve pronunciare un discorso o partecipare a una trasmissione televisiva. Allora indossa l’orologio “Nileg” di papà Luigi che lui stesso aveva regalato a suo padre. “È uno scudo che mi rende invincibile”, ha detto a “Telecamere”. E ci crede per davvero, tanto che, si dice, ha rinunciato a un importante incontro una volta che lo aveva dimenticato ad Arcore.
Ama la puntualità: non sopporta di arrivare in ritardo ad un appuntamento ma non sopporta neppure chi arriva in anticipo. E soffre quando, impegnato con un ospite, deve farne attendere un altro. La dieta: a base di carboidrati a mezzogiorno e a base di proteine la sera.
È goloso, ma riesce a mantenersi nel peso forma, o quasi. Non resiste alla torta di mele, la specialità di mamma Rosella. Detesta l’aglio e la cipolla.
In sette anni di trasferte a Roma per l’attività politica è andato al ristorante una sola volta. Non ha mai frequentato e non frequenta i cosiddetti “salotti”, né a Milano né a Roma.
All’una di notte legge i giornali del giorno dopo e lavora alla scrivania sino alle 2 e mezza. Sono le sole ore in cui non è perseguitato dalle telefonate e può preparare le “scalette” per i suoi discorsi a braccio o i testi per i suoi interventi scritti in Parlamento. Dalla casa di Arcore, se potesse, non vorrebbe uscire mai. Ma ama anche la Sardegna, dove trascorre le vacanze estive, e Portofino. Il suo abc nei rapporti con gli altri si condensa in tre comandamenti: rispetto, sincerità e cortesia. Da cui è celebre il suo intercalare: “Mi consenta...”.
Gli piace lavorare in una squadra affiatata: “Perché ognuno ci mette dentro il meglio di sé. E gli amici sono un dono di Dio”. Dei suoi studi confessa: “Sono stato un po’ secchione, ma se dicessi che mi piaceva fare i compiti mi verrebbe il naso di Pinocchio”. Da bambino andava matto per i burattini, li intagliava nella corteccia di pino e poi li pitturava, scriveva il copione e faceva tutte le voci. “Ma adesso il teatrino della politica, con le sue marionette, non mi piace proprio”.
Da adolescente sognava di fare il direttore d’orchestra, scriveva poesie per far colpo sulle ragazze, leggeva Giamburrasca e le Tigri di Monpracem. E i fumetti di Dick Fulmine e Gim Toro.
Gli piacciono le fiabe, perché alla fine “vincono i più piccoli e i più buoni”.
Ama il teatro: è suo il mitico “Manzoni”, una delle più prestigiose sale di Milano. Lì, una sera del 1980, vide recitare Veronica Lario. “Ho sentito un fulmine ma non c ’era il temporale”.


Ecco il testo integrale del discorso pronunciato il 7 ottobre 2001 da George W. Bush alla nazione.

"Su mio ordine, le forze militari degli Stati Uniti hanno iniziato gli attacchi contro i campi di addestramento dei terroristi di Al Qaeda e contro le installazioni militari del regime dei Taleban in Afghanistan. Questa azioni attentamente mirate hanno come fine quello di distruggere l'uso dell'Afghanistan come base terroristica e di attaccare le capacità miltari del regime dei Taleban.

Più di 40 paesi in Medio Oriente, Africa, Europa e in Asia hanno dato la disponibilità dello spazio aereo o di terra. Molti di più hanno collaborato con informazion di intelligence. Siamo sostenuti dalla volontà collettiva del mondo. Più che due settimane fa, ho dato ai leader dei Taliban una serie di richieste chiare e specifiche: chiudete i campi di addestramento dei terroristi, consegnate i leader dell'organizzazione di Al Qaeda, e rilasciate gli stranieri, compresi i cittadini americani ingiustamente detenuti nel vostro paese.

Nessuna di queste richieste è stata accolta. E ora, i Taliban pagheranno un prezzo. Distruggendo i campi e rendendo inutilizzabili le comunicazioni, renderemo più difficile per l'organizzazione del terrore di addestrare nuove reclute e di coordinare i loro piani malvagi. All'inizio i terroristi possono rintanarsi in grotte sempre più profonde ed in altri luoghi fortificati per nascondersi. La nostra operazione militare mira ad aprire la strada per operazioni sostenute, a largo raggio e incessanti per stanarli e portarli davanti alla giustizia.

Nello stesso tempo il popolo oppresso dell'Afghanistan conoscerà la generosità dell'America e dei suoi alleati. Nel momento i cui colpiamo gli obiettivi militari, sganceremo anche cibo, medicine e rifornimenti per gli uomini, le donne e i bambini che patiscono la fame e soffrono in Afghanistan.

Gli Stati Uniti d'America sono amici del popolo afghano, e noi siamo amici di circa un miliardo di persone che nel mondo seguono la fede islamica. Gli Stati Uniti sono nemici di coloro che aiutano i terroristi e dei criminali barbari che profanano una grande religione commettendo crimini in suo nome.

Questa azione militare è parte della nostra campagna contro il terrorismo, un altro fronte nella guerra che è stata già ingaggiata attraverso la diplomazia, i sercizi segreti,il congelamento dei beni finanziari e l'arresto di noti terroristi da parte delle polizie di 38 paesi.

Data la natura e la portata dei nostri nemici, vinceremo il conflitto accumulando con pazienza successi, affrontando una serie di sfide con determinazione e volontà. Oggi ci concentriamo sull'Afghanistan, ma la battaglia è più ampia. Ogni nazione deve fare la sua scelta. In questo conflitto, non c'è un terreno neutrale. Se un governo aiuta i fuorilegge e gli assassini di innocenti, diventa fuorilegge e assassino. E intraprenderà una strada solitaria a suo proprio pericolo.

Vi sto parlando oggi dalla Treaty Room della Casa Bianca, un luogo dove i presidente americani hanno lavorato per la pace. Siamo una nazione pacifica. Ma, come abbiamo imparato, così improvvisamente e così tragicamente, non ci può essere pace in un mondo di imrpovviso terrore. Di fronte a questa nuova minaccia di oggi, la sola via di perseguire la pace è di perseguire coloro che la minacciano.

Non abbiamo cercato questa missione, ma ci impegneremo in pieno in essa.
Il nome dell'operazione militare di oggi è Libertà duratura. Noi difendiamo non solo la nostra preziosa libertà, ma anche la libertà di tutti gli altri popoli a vivere e e crescere i loro bambini liberi dalla paura.

Conosco molti americani che hanno paura oggi. E il nostro governo sta prendendo grandi precauzioni. Tutte le forze di sicurezza e i servizi segreti stanno lavorando in maniera aggressiva in America, nel mondo e a tempo pieno.
Su mia richiesta, molti governatori hanno attivato la Guardia Nazionale per rafforzare la sicurezza negli aereoporti. Abbiamo richiamato i riservisti per rinforzare la nostra capacità militare e la protezione della nostra patria.

Nei mesi futuri, la nostra pazienza sarà la nostra forza, pazienza per le lunghe file provocate dai controlli più stretti, pazienza e comprensione per il fatto che ci vorrà del tempo per raggiungere i nostri obiettivi, pazienza per tutti i sacrifici che dovremo fare.

Oggi, quei sacrifici sono fatti dai membri delle nostre forze armate che ci difendono così lontano da casa, e dalle loro famiglie orgogliose e preoccupate.

Un comandante in capo invia i figli degli Stati Uniti a combattere in terra straniera solo dopo la massima cura e una serie di preghiere. Abbiamo chiesto molto a chi indossa la nostra uniforme. Abbiamo chiesto loro di lasciare le persone amate, di percorrere lunghe distanze, di rischiare il ferimento, anche di essere preparati a compiere il sacrificio ultimo della loro vita. Si sono consacrati a questa missione con onore. Rappresentano il meglio del nostro Paese, e siamo loro grati. A tutti gli uomini e le donne del nostro esercito, a ogni marinaio, ogni soldato, ogni pilota, ogni Guardia costiera, ogni marine, dico questo: la vostra missione è definita. Gli obiettivi sono chiari. Il vostro obiettivo è giusto. Avete la mia piena fiducia e metterò a vostra disposizione ogni strumento di cui avrete bisogno per portare avanti la vostra missione.

Recentemente, ho ricevuto una lettera toccante che dice molto sulle condizioni dell'America in questi momenti difficili, la lettera di una bambina delle elementari figlia di un soldato. "Per quanto non voglio che mio padre combatta - ha scritto - sono pronta a consegnarvelo". Questo è un regalo prezioso. Il più grande che potesse fare. Questa bambina sa che cosa vuol dire l'America. Dall'11 settembre, un'intera generazione di giovani americani ha raggiunto una nuova comprensione del valore di libertà, dei suoi costi, della missione e del suo sacrificio. La battaglia è ora ingaggiata su molti fronti. Non tergiverseremo, non ci stancheremo, non vacilleremo e non falliremo. La pace e la libertà avranno la meglio. Grazie. Che Dio benedica l'America.

(la repubblica, 7 ottobre 2001)

Mussolini

1
Meglio vivere un giorno da leone, che cento anni da pecora.
2
Chi si ferma è perduto.
3
Meglio morire in piedi, che vivere una vita in ginocchio.
4
Se avanzo seguitemi, se indietreggio uccidetemi, se mi uccidono vendicatemi.
5
Nessun fenomeno al mondo può impedire al sole di risorgere.
6
Fedeltà è più forte del fuoco.
7
Pronti, ieri, oggi, domani al combattimento per l'onore d'Italia.
8
Libro e moschetto Fascista perfetto.
9
Me ne frego.
10
Boia chi molla.
11
Fino alla vittoria.
12
Molti nemici, molto onore.
13
Le radici profonde non gelano mai.
14
O con noi o contro di noi.
15
Quando il gioco si fa duro i duri cominciano a giocare.
16
Siam fatti così!
17
L'Ardito della "M U T I" serve, combatte e muore per l'Italia, per il Duce, per il Fascismo.
18
Non siamo gli ultimi di ieri ma i primi del domani.
19
Meglio lottare insieme che morire da soli.
20
Non basta essere bravi bisogna essere i migliori.
21
Anche se tutti, noi no!
22
Ardisco ad ogni impresa
23
Beffo la morte e ghigno
24
Bisogna volere. Fortemente volere!
25
Chi osa vince!
26
Dio Patria. Ogni altro affetto, ogni altro dovere vien dopo.
27
Fate le glorie del passato siano superate dalle glorie dell'avvenire.
28
Fermarsi significa retrocedere.
29
La cinematografia è l'ar ma migliore 
30
Italia agli italiani 

Hitler

"Il mio motto è distruggere tutto. Il nazional-socialismo distruggerà il mondo"

 "Demoralizzare il nemico colpendo di sorpresa, spargendo terrore, sabotando e uccidendo. Così si vinceranno le guerre."

 "L’acquisizione di nuovi territori si deve sviluppare solo verso est"

 "La forza non sta nella difesa ma nell’attacco"

 "Dobbiamo chiudere i cuori della pietà ed assumere un contegno brutale. I diritti di ottanta milioni di persone devono essere rispettati; la loro esistenza deve essere garantita. Il più forte ha ragione. Prontezza di decisione e ferma fiducia sono necessarie al soldato tedesco. Non vi sono crisi, se i nervi del fuhrer resistono."

 "Annientare una vita senza valore non comporta alcuna colpa, il debole deve essere distrutto."

 "Il vero responsabile di questo conflitto omicida: il giudaismo! Non ho nascosto a nessuno il fatto che questa volta non si sarebbe consentito che milioni di figli delle nazioni ariane d’Europa morissero di fame, che milioni di uomini adulti subissero la morte, che centinaia di migliaia di donne e bambini venissero arsi vivi nelle città o morissero sotto i bombardamenti, senza che il vero colpevole pagasse il fio del suo delitto, sia pure con metodi più umani. Prima di ogni altra cosa chiedo ai capi della nazione e ai loro seguaci di osservare scrupolosamente le leggi razziali e di opporsi implacabilmente al veleno universale di tutti i popoli, il giudaismo internazionale."

 "Se l'ebreo trionfa sui popoli di questa terra, allora la sua corona diverrà la danza di morte per l'umanità, allora questo pianeta tornerà a muoversi nell'etere privo di abitanti, come migliaia di anni fa. Perciò io credo di agire oggi nel nome del Creatore onnipotente; combattendo contro l'ebreo, io mi batto per l'opera del Signore".

 

 

 

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