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La Cina del "Grande Timoniere" Mao era ed è un'imensa e sconfinata terra piena di fame, miseria, deportazioni di massa, terrore e morte. Conosciamo il leader cinese non dal lato che tutti conosciamo, ovvero quello del poeta, ma dal lato del feroce sterminatore. Al dittatore rosso Mao Tse Thung o Zedong, spetta il premio "Nobel" per aver sterminato il maggior numero di persone della storia del Novecento... il maggior numero di persone della storia millenaria dell'umana civiltà. Il suo motto più famoso: "colpirne uno per educarne cento"... Ma il "bravo" Mao, fedele allievo della scuola Marxista-Leninista del terrore ne ha colpito 60.000.000, senza contare i dispersi. Figlio di un ricco e benestante proprietario terriero, Mao intraprese sin da giovanissimo la carriera politica; nel 1921 fu tra i fondatori del Partito Comunista Cinese occupandosi principalmente di organizzare la Guardia Rossa, seguendo l'esempio di Mosca. Nel 1949 fu eletto presidente della Repubblica Popolare Cinese, cominciò così a farsi strada con la sua "Rivoluzione Culturale"... che successivamente divenne una repressione violenta e sanguinosa. Mao convinceva le masse a lottare contro lo sfruttatore ed il benestante perchè, secondo i princìpi marxisti-leninisti, era il nemico più pericoloso del comunismo. Cominciarono così vari rastrellamenti e crimini inenarrabili, contro l'umanità, contro il grandissimo patrimonio storico culturale, contro ogni forma di etnia religiosa, contro l'ambiente. chairman.jpg (44165 byte)

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Le Guardie Rosse di Mao non hanno nulla da invidiare ai fratelli russi; la loro crudeltà e determinazione supera di gran lunga quella dei compatrioti stalinisti. Durante i quotidiani rastrellamenti, le Guardie Rosse, delle volte, mangiavano le loro vittime dopo averle accuratamente fatte a pezzi. Ecco una testimonianza di quell'orrore: "Arrivarono le guardie di notte, all'improvviso mentre tutti noi dormivamo. Presero mio marito a schiaffi e a calci in faccia. Ammazzalo, ammazzalo! Urlava una delle guardie, allorchè presero mio marito oramai inerte e lo tagliarono lentamente con delle sciabole che portavano. Con molta calma, gli tagliarono la testa e la affissero fuori, all'entrata della capanna, e con freddezza cominciarono a cucinare quei poveri resti costringendo me e i miei figli a mangiarne il fegato ed il cuore". Era "macabra usanza" lasciare le teste dei proprietari delle case rastrellate in bellavista, infilzate ad un bastone recante una scritta: "questa è la testa di un merdoso proprietario".

A vent'anni dalla sua morte, in Cina continua la sua sanguinaria dottrina con le relative e catastrofiche conseguenze.

Notizie recenti affermano che nella Cina COMUNISTA milioni di neonate sono state uccise per motivi legati alla pianificazione demografica e anche alla tradizione maoista, che considera le bambine ingombranti fardelli. Da Pechino però è giunta notizia che anche i maschi in sovrannumero
cominciano a essere soppressi sistematicamente. L'ultimo caso segnalato riguarda un bambino nato da un famiglia contadina già con tre figli. Le guardie rosse hanno ingiunto al padre di farlo fuori.
Questo invece lo ha abbandonato in una toilette dove è stato trovato da una signora medico. Subito dopo tuttavia le guardie lo hanno strappato alla sua salvatrice, gettato a terra, preso a calci e infine affogato. In Italia il delitto non ha fatto molto effetto, tanto è vero che i giornali hanno pubblicato il servizio nelle pagine interne... Rende di più ovviamente pubblicare le notizie della selezione della razza voluta dai nazisti o mettere in prima pagina il nome dell'ennesimo ebreo sopravvissuto ad Auschwitz !!! Tutto il resto non ci deve minimamente riguardare; o si parla dello sterminio degli ebrei o... cala l'oblio sull'informazione.

La pediatra cinese Zhang Shuyun che ha denunciato le condizioni degli orfanotrofi cinesi, ha dovuto lasciare il paese in seguito a pressioni e violenze. Secondo la documentazione della dottoressa, ogni anno muoiono negli orfanotrofi cinesi piu'della meta'dei bambini ospitati. Le sue inchieste per scoprirne le cause non piacquero alle autorita' che finirono per licenziarla.
Dopo anni di ricerche, la pediatra scopri' la verita: c'e'un gruppo speciale di medici che visita ogni bambino e decide se deve vivere o morire. La tv britannica Channel 4 ha documentato lo scandalo. Il film è stato visto in tutto il mondo.

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Nonostante la feroce repressione operata dal comunismo, il mito di Mao Tse Thung è ancora più vivo che mai. La sua figura esercita ancora sui giovani stima e ammirazione. Questo perchè, non va dimenticato che, per quanto possa sembrare assurdo, l'immagine della Cina Maoista  godeva di un diffuso "rispetto democratico" in tutto il mondo. Bisogna cercare di convincere i giovani d'oggi e di ieri, che hanno creduto in un falso mito, in un'ideologia che dove ha assunto il potere ha causato solo orrore e terrore. Ancor più difficile è condividere l'atteggiamento assunto da parte di alcuni ambienti intellettuali, che cercano di chiudere il capitolo, mai definitivamente aperto, del genocidio operato da Mao, con la giustificazione che alla base c'erano dei nobili ideali di "libertà e fratellanza", quando, nei confronti dei Lager nazisti e della presunta Shoah, mantengono alto il monito a "non dimenticare". Cliccate qui per un'altra agghiacciante testimonianza sui massacri dimenticati del comunismo.

 

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TIBET: una tragedia della quale non frega niente a nessuno.
...oltre due milioni di tibetani torturati e massacrati dalle truppe di Mao.

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Ignorando le Convenzioni Internazionali nel 1950 le truppe dell'esercito della Repubblica Popolare Cinese invasero ed occuparono il Tibet, massacrando milioni di persone in uno stato fino ad allora assolutamente indipendente e del tutto differente dalla Cina in quanto ad etnia, sistema sociale, cultura, religione e tradizioni

 

 

 

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Situato a nord dell'Himalaya, tra l'India e la Cina, il Tibet ha una superficie di 2,5 milioni di Kmq (cinque volte la Francia).
La popolazione tibetana è attualmente stimata in 6,5 milioni di abitanti contro più di 7 milioni di coloni cinesi insediati sul territorio.
Per secoli il Tibet è stato un paese unito, libero e indipendente, come attestato da ben tre risoluzioni approvate dalle Nazioni Unite nel 1959, 1961 e 1965, sfortunatamente rimaste lettera morta.
E' un paese incomparabile, ricco di una tradizione di saggezza millenaria meravigliosamente incarnata dal XIV Dalai Lama, la cui lotta non-violenta, che è anche quella di tutto un popolo, è stata premiata nel 1989 con il Premio Nobel per la pace.

Nel 1959 il Dalai Lama, prima autorità del paese, fu costretto all'esilio.
Gli ultimi 40 anni sono stati segnati da continue offese sia ordite contro il popolo tibetano che alla sua cultura.
Quello che è stato fatto subire al Tibet e al suo popolo è uno spaventoso sopruso che ripugna alle coscienze di tutte le persone libere e amanti della libertà, della pace e dei diritti umani.

Un vicino immensamente più forte sul piano del numero e della potenza militare ha consumato un vero e proprio genocidio ai danni di una nazione, quella tibetana, che aveva come unica arma la non-violenza.

Le forze d'occupazione hanno commesso e commettono tuttora numerosi e orribili atti di barbarie.
Si stima che circa 2 milioni di tibetani siano morti tra il 1950 e il 1980, in conseguenza dell'occupazione cinese.
Nel corso della famigerata "rivoluzione culturale" (1966-1976), seimila templi (cioè la quasi totalità dei luoghi di culto) e una miriade di tesori artistici sono stati distrutti. Alla popolazione tibetana viene negata (totalmente sino al 1980, parzialmente oggi) la pratica del Buddhismo (come del resto il Bön, l'antica religione autoctona del Tibet) e gli viene imposto l'insegnamento della lingua cinese a scapito di quella tibetana.

MENTRE LEGGI QUESTA PAGINA LA TRAGEDIA TIBETANA CONTINUA:

  • Migliaia di tibetani sono in carcere spesso torturati e uccisi barbaramente per semplici reati di opinione

     
  • Lingua, religione (della quale il regime vorrebbe cancellare l'influenza), storia e cultura sono negate o assurdamente falsate nei contenuti

    Le donne di etnia tibetana subiscono continuamente violenze nonchè un esecrabile controllo delle nascite patendo sterilizzazioni forzate e aborti, operati senza alcuna pietà anche in fase avanzata di gravidanza

    Quello che risultava fino a pochi anni fa *ecosistema primario*, unico al mondo, è gravemente minacciato.
    L'ambiente già efferatamente saccheggiato è in serio pericolo: la imponente deforestazione (che ha fruttato agli invasori vari miliardi di dollari) provoca inondazioni sempre più frequenti e devastanti, si stanno estinguendo numerose specie animali ormai uniche nel pianeta e lo sfruttamento dei terreni sta provocando una preoccupante desertificazione di vaste aree

    Malgrado il muro di silenzio eretto dalla Cina, sappiamo che in Tibet esistono molti siti di stoccaggio e di lancio di pericolose armi nucleari

    La situazione economica è catastrofica: il livello di vita è tra i più bassi del mondo, tanto che ai coloni e ai soldati cinesi viene dato uno status privilegiato e grossi incentivi economici

    Il trasferimento massiccio e ininterrotto di coloni cinesi riduce i tibetani ad essere sempre più minoranza nel proprio paese.

 

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