|
Cambogia, maggio 1987: per la
prima volta l'opinione pubblica viene messa
a conoscenza di quella che è stata la
politica di Pol Pot, il leader sanguinario
comunista fedele esecutore degli ordini di
Mao. Questo raffigurato sopra è un Museo al
Genocidio nel quale sono esposte le ossa,
non tutte purtroppo, delle vittime dei Khmer
Rossi. La Cambogia è sinistramente famosa
anche per una valle, chiamata non a caso:
"La Valle della Morte". Questa valle si
estende a sud/ovest del territorio
cambogiano e ricopre circa 80.000 ettari. La
sua triste fama è dovuta alla presenza di
migliaia di resti umani visibili ancora oggi
a perdita d'occhio: "un'oceano sconfinato di
cadaveri". |
 |
"Assurdo,
maledettamente assurdo! Due milioni di morti per
nulla. Neonati presi per i piedi, sbattuti con la
testa contro un tronco d’albero, e da li
direttamente lanciati in una fossa comune, uno dopo
l’altro. Una catena di montaggio dagli ingranaggi
perfettamente oliati. Persone immerse vive in vasche
di olio bollente. Una delle più spaventose e
vigliacche manifestazioni di follia di massa che il
mondo ricordi".
Fabrizio Fiorenzano ©
|
|

|
Oggi i khmer rossi
controllano ancora quasi il 20% del
territorio cambogiano. I “santuari” khmer -
così come vengono chiamati - restano delle
isole immuni dalle leggi internazionali. I
massacri proseguono indisturbati. |
|
|
La foto sotto mostra Salot Sar (1928 1998)
l'aguzzino comunista meglio conosciuto col
nome di Pol Pot. Dopo la sua morte, altri
come lui hanno preso il suo posto: "Il
terrore dei Khmer Rossi continua ancora".
Seguendo alla
lettera la teoria di Marx secondo cui i
complessi urbani creano il plusvalore a
danno della campagna, gli “intellettuali”
della cerchia di Pol Pot diedero il via a
una delle più terribili azioni criminali a
memoria d’uomo. La Cambogia, serrando
ermeticamente le frontiere, si escluse dal
mondo diventando così un unico, grande campo
di concentramento. A
sinistra si può vedere una delle tante
tragiche sorti che spetta agli abitanti dei
villaggi saccheggiati dai guerriglieri Khmer.
|
E |
Per
visionare altri documenti
fotografici riguardanti i massacri
operati in Cambogia cliccate sulla
foto a sinistra. |
|
|
 |
|
|
|
 |
Alcune
testimonianze di prigionieri scampati miracolosamente alla
morte: "Eravamo impietositi soprattutto dalla sorte di 50
bambini figli dei deportati dopo il 17 aprile 1975. Quei
bambini avevano rubato per fame. Li avevano arrestati non
per punirli ma per metterli a morte in un modo molto
crudele: Le guardie carcerarie li picchiavano o li
prendevano a calci fino a farli morire; ne facevano dei
giocattoli viventi attaccandoli per i piedi al tetto e, lì
appesi, li facevano dondolare, poi a calci cercavano di
riportarli alla posizione iniziale. Vicino alla
prigione c'era uno stagno, gli aguzzini vi gettavano i
piccoli prigionieri, li tenevano immersi premendoli con i
piedi o li schiaccivano con un grosso masso. Poi quando quei
piccoli sventurati venivano presi da convulsioni, li
lasciavano emergere per poi rificcarli subito in acqua, fino
al sopraggiungere della morte. Noi prigionieri, piangevamo
di nascosto per la sorte di quei piccoli che avevano
lasciato questo mondo in una maniera così orribile".
|
|
Non dimenticate mai che solo questo è il vero colore
del comunismo: "il rosso sangue" |
 |
L'orrore della Cambogia comunista rappresentato da un un documento
fotografico di forte impatto emotivo, realizzato ed elaborato al
computer, con rara professionalità e creatività, da
Fabrizio Fiorenzano ©
www.frcreations.it


|
|